Da allora, ogni anno, ho cercato di rivivere quei momenti speciali con i miei figli: ritagliare decorazioni, appendere luci fatate, raccontare storie.
Ridiamo, creiamo, ricordiamo.
Ma mancava sempre qualcosa.
Era lui.
Mio padre, che con tanto cuore aveva reso possibile quella magia.
Quest'anno, mentre stavo appendendo le nostre decorazioni, mio marito mi ha messo un piccolo pacchetto in mano.
"So quanto ti manca tuo padre", ha detto a bassa voce.
"Forse questo piccolo spirito può accompagnarti, come faceva lui."
Dentro c'era la lampada più dolce che avessi mai visto:
Un fantasma delicato e luminoso, liscio come una pietra riscaldata dal sole tutto il giorno.
Tra le mani teneva un minuscolo libro, come se volesse sussurrarmi una storia della buona notte.
Una piccola luce. Ma così piena di ricordi, calore e cuore.